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Asolo al femminile: Freya Stark

Asolo al femminile: Freya Stark

Asolo al femminile, le tre donne che amarono il borgo trevigiano.
Freya Stark, l’arte del viaggio e dell’esplorazione, l’icona di emancipazione femminile che si nutrì di sogni.

Freya Stark fa parte della triade femminile che ha scelto il borgo medievale di Asolo come “buen retiro”, assieme alla regina Caterina Cornaro e alla “Divina” Eleonora Duse. Amava questo angolo di mondo che aveva iniziato a frequentare fin da bambina poichè vi risiedeva una piccola comunità di britannici, tra i quali il pittore Herbert Young, amico di famiglia.

Nata settimina durante un viaggio a Parigi il 31 gennaio 1893, e iniziata al viaggio dai genitori amanti della montagna alla tenera età di due anni, Freya aveva la parola “viaggio” impressa nel proprio destino. E così fu per tutta la vita fino alla sua scomparsa, che vide centenaria, nel 1993, con più di cinquant’anni all’attivo trascorsi in continuo movimento esplorativo.

Freya è stata la capostipite del moderno travel writing, è stata una grande scrittrice e una instancabile conoscitrice. Donna che senza indugio seguì la propria vocazione, il proprio sogno, i propri interessi reggendo in mano la bandiera della libertà!

Nata in Francia, cresciuta in Italia, ma di animo inglese, padre pittore e madre musicista di piano; una donna emancipata, curiosa, avventurosa che decise di scoprire i luoghi suggeriti dalla lettura del libro che a nove anni le cambiò per sempre la vita, “Le mille e una notte”.
Interessata a vivere i luoghi magici del libro, iniziò il suo viaggio all’esplorazione del mondo.

Freya Stark divenne famosa per le sue esplorazioni in Medio Oriente, le sue opere letterarie e il suo lavoro di cartografia; fu una delle prime donne occidentali a viaggiare nel Deserto Arabico e toccare mete mai battute dagli esploratori europei.
Raccontò la sua vita in quattro volumi autobiografici, coprendo il periodo dal 1893 al 1946 ma le sue produzioni letterarie sono molte di più, circa trenta opere, a cui si aggiungono articoli e raccolte di lettere.

Visse tra la villa di Asolo “Villa Freya”, ereditata nel 1941 da Herbert Young, dove si rifugiava per recuperare le forze e che l’accolse per il riposo eterno, e il Medio Oriente.

La sua vita votata alla continua scoperta di nuovi luoghi da vivere fu un’esperienza che le fruttò benessere, appagamento personale, piacere, felicità ma fu anche un modo per donare se stessa e le proprie conoscenze agli altri. La scrittura fu perciò atto consequenziale al suo continuo peregrinare, per mettere a disposizione quello che aveva potuto vivere, vedere, toccare, assaporare. Raccontò con vivida passione e umorismo le proprie esperienze e fu indiscutibilmente generosa nel farlo.

Era una donna esile, alta meno di un metro e sessanta, segnata da un incidente che le costò metà della capigliatura, un orecchio e la palpebra destra, lasciandole segni indelebili che camuffava con l’uso di vezzosi cappellini. In realtà aveva accettato di buon grado anche quella sventura, perché il viaggio le aveva insegnato a tollerare e riconoscere il valore di ogni accadimento come completo abbandono all’esperienza.
Potè vantare grandi amicizie ed ebbe copiose corrispondenze con personaggi influenti della sua epoca. Conosceva Lawrence d’Arabia e Churchill ed era amica della Regina Madre.

Ad 84 anni fece il suo ultimo viaggio poi si concesse il meritato riposo ad Asolo, nel suo amato borgo medievale, dove morì centenaria. La sua tomba, al Cimitero di Sant’Anna, è una lastra bianca rivolta al Monte Grappa vicino a quella di Eleonora Duse.

Nel centro di Asolo sorge Villa Freya, che doveva divenire museo, invece fu venduta all’asta ed ora è una residenza privata. Ottocento metri quadrati su due piani, ancora oggi sono in ottimo stato i due bagni voluti dalla scrittrice nello stile che ricordava gli hammam di Damasco, il caminetto al piano terra decorato dalla stessa Stark (ottima acquerellista) con disegni di frutti, il bovindo cioè la finestra ad arco e il giardino con piccole fontane, vialetti, lecci centenari ed i resti di un piccolo teatro greco.
La casa, abitata fino all’ultimo giorno dalla scrittrice itinerante, era piena di souvenir da tutto il mondo, bauli zeppi di album fotografici, e ancora tappeti, arazzi, ceramiche, manufatti in terracotta, prime edizioni di opere rare e corrispondenze con politici e scrittori. Alcuni di questi cimeli appartenenti alla Stark sono conservati al Museo Civico di Asolo, altri sono tornati in Inghilterra e altri ancora, la maggior parte, sono rimasti alla dama di compagnia Anna Modugno.

Nel 2018 il Museo Civico di Asolo ha dedicato a Freya Stark una sezione permanente intitolata “La stanza di Freya” (secondo piano del Palazzo del Vescovado con l’annesso edificio della Loggia della Ragione) in cui sono presenti i suoi disegni, i suoi oggetti, i suoi taccuini di viaggio che riflettono la personalità, le passioni, la determinazione di questa originale donna dallo spirito avventuriero.

Freya Stark amò viaggiare per il piacere di farlo e di poterlo raccontare.
“Spesso, nel nostro mondo utilitaristico, fare le cose per divertimento passa per fatuità, anzi per immoralità».

Qui abbiamo parlato di Caterina Cornaro, la Regina di Cipro ad Asolo.
Qui invece della grande Eleonora Duse, “La Divina”.

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