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La Rocca di Asolo

La Rocca di Asolo

Sulla cima del monte Ricco, a 313 metri di quota, la Rocca sovrasta il centro di Asolo. 

“Una muraglia nuda, inaccessibile. Una sola porticina d’ingresso.
Un’ellisse compatta, ma spaventosamente vuota all’interno.
Un panorama da restare stupefatti.
La millenaria Rocca di Asolo, sorniona, ancora interroga…”

La fortezza è una struttura militare che fu fatta costruire dal Vescovo di Treviso. Risale a un periodo compreso tra la metà-fine del XII secolo e gli inizi del XIII, come è stato appurato dai ritrovamenti archeologici effettuati nelle campagne di scavo condotte dall’Università di Padova. La fortificazione era destinata ad ospitare i soldati posti a sicurezza del centro abitato. La possente struttura è a forma di poligono irregolare e venne realizzata in pietra locale con mura merlate alte circa 15 m, e larghe 2.5 metri nei lati nord e ovest e 3.5 metri negli altri lati. Dominava, e domina tuttora, un vastissimo tratto della grande pianura tra i bacini del Piave e del Brenta e, a nord, la Val Cavasia verso il monte Grappa.

Fin dai tempi preistorici fu luogo trafficato e snodo strategico. Ai piedi della Rocca si estendeva il sentiero pedemontano cioè la principale “superstrada” paleoveneta e ogni sommità di colle ospitava un abitato cinto da mura fortificate.  Il colle fu importante per i romani che su di esso tracciarono la direttrice di un’importante strada da Padova, la via Aurelia. La zona in questione costituiva un’area florida e ricca sin dai tempi dell’impero considerato il clime mite e le terre fertili.

Il primo documento certo riguardante il monte Ricco, e l’insediamento allora esistente, risale al VI-VII secolo e parla di una cappella votiva paleocristiana della quale sono state trovate tracce all’interno della fortezza, una chiesetta isolata con pavimento musivo conservato tutt’oggi in versione originale all’interno del museo e, in copia, direttamente in loco.

Durante le ondate barbariche sulla vetta del monte sorgeva un piccolo villaggio che fu distrutto e saccheggiato, come altri tanti paeselli dalle cinta murate. I barbari distrussero ma anche ricostruirono. Tra il X e il XII secolo le fonti menzionano questo insediamento con la denominazione di Braida o Bragida, toponimo di origine longobarda per indicare zone di campagna o periurbane, selvagge e boscose. Da allora ebbe inizio la storia secolare del borgo, la cima del monte prese vita, fu ri-fortificata, e cominciò l’avverso rapporto con la sottostante cittadina di Asolo.

Nel 1251 Ezzelino III da Romano occupò i due siti e mise tutti d’accordo, oltre a migliorare evidentemente il sistema fortificato. Quindi si susseguirono gli Scaligeri e poi i Carraresi, padovani, che nel XIV secolo vollero fortificare la cima del colle con l’imponente Rocca, a testimonianza lo stemma del carro sulla porticina d’ingresso. Inoltre completarono la cinta muraria che andò ad unire la Rocca al grande castello di Asolo. Il rocca cominciò a perdere la funzione civile a favore dell’impianto militare, le attività si spostarono all’interno della cinta muraria, ad Asolo, luogo più adatto alla vita artigiana.

L’intero complesso fortificato, costituito dalla Rocca, dal Castello (poi detto della Regina Cornaro) e dalla città murata, passò nel 1388 alla lunga dominazione veneziana. L’ultimo episodio bellico che coinvolse la fortezza fu registrato nel 1510, durante l’assedio la Rocca ospitò una guarnigione di soldati. Con il XVI secolo iniziò la decadenza della fortificazione poichè, concluse le ondate di guerra, la stazione militare perse d’importanza strategica e cominciò ad essere sfruttata come lazzaretto durante le continue pestilenze del cinquecento. Nel 1650 Venezia tentò perfino di vendere la roccaforte ad un privato per una cifra, non troppo ingente, di 320 ducati. L’operazione venne sospesa ed evitata per l’intervenuta supplica della comunità asolana, gelosa di quel manufatto che da secoli vegliava sulla cittadina.

E’ del 1994 il restauro che restituisce ai visitatori il fascino di questo luogo che domina la città e che dalla sommità del cammino di ronda offre panorami mozzafiato. Osservatorio prediletto per osservare e apprezzare i cento orizzonti di Asolo. Dagli spalti della Rocca, è possibile godere una visione a volo d’uccello ed a giro d’orizzonte: dalla pianura padana a tutto l’arco alpino circostante. Durante le giornate di cielo terso si intravede chiaramente la laguna di Venezia.

Nell’alto della Rocca ci si sente come al vertice di un diamante, dove ogni sfaccettatura suscita un panorama di iridescenze.
Giovanni Comisso – Veneto felice, 1985

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